Aborto
Interruzione della gravidanza.
Quando la gravidanza s’interrompe spontaneamente entro 180 giorni
dalla data di inizio dell'ultima mestruazione, si parla di "aborto
spontaneo"; nella maggior parte dei casi questo evento si verifica
durante il primo trimestre di gravidanza.
Quando nella donna compaiono sintomi che possono far temere una possibile
interruzione della gravidanza, ovvero perdite di sangue provenienti dalla
cavità uterina e/o contrazioni dell'utero e fitte dolorose, si
parla di minaccia d'aborto. Le donne in stato di gravidanza non devono
sottovalutare sintomi del genere, rivolgendosi subito al proprio medico.
In caso d’interruzione volontaria della gravidanza, l’embrione
o il feto vengono rimossi dall’utero. Lo Stato italiano regolamenta
l’interruzione volontaria della gravidanza con la Legge 194 (Gazzetta
Ufficiale 22 maggio 1978), avente per titolo: Norme per la tutela
sociale della maternità e sull'interruzione volontaria della gravidanza.
Per la legge italiana, la donna può decidere di abortire entro
i primi 90 giorni di gravidanza. Entro questo termine l'intervento, da
effettuarsi in ospedale, comporta rischi molto ridotti, dal punto di
vista fisico. Trascorso tale termine, l'interruzione della gravidanza è possibile
solo se sussistono gravi motivi fisici o psichici, accertati dal medico
con l'eventuale consulenza di altri specialisti. Le ragazze minori di
diciotto anni, per poter effettuare l'interruzione volontaria della gravidanza,
devono avere l'autorizzazione di entrambi i genitori o del giudice tutelare.
I medici hanno comunque la possibilità dell'obiezione di coscienza.
Amenorrea
Il termine definisce l'assenza di flusso mestruale.
È
una condizione che può essere anche di natura fisiologica. Sono
quattro, infatti, i differenti periodi della vita di una donna naturalmente
caratterizzati dall'assenza fisiologica di flusso: la pre-pubertà,
la gravidanza, l'allattamento e la post-menopausa.
La cessazione del ciclo mestruale, fuori dalle fasi in cui questa è naturalmente
prevista, può essere, invece, sia sintomo di una possibile condizione
patologica, sia conseguenza di cattive abitudini di vita.
Anale, sesso
Rapporto sessuale in cui il pene viene introdotto nell’ano. Questo
tipo di rapporto non comporta un rischio diretto di gravidanze indesiderate.
Salvo rarissime patologie, infatti, non c'è comunicazione tra
il retto e la vagina: le pareti dei due organi sono parallele, ma ben
separate l'una dall'altra e quindi gli spermatozoi non hanno nessuna
possibilità di raggiungere l'ovulo da fecondare.
Anello vaginale
Contraccettivo ormonale ad uso vaginale. Ha lo stesso meccanismo d'azione
della pillola, cioè blocca l'ovulazione. È un anello
trasparente e flessibile da inserire in vagina, fatto di un materiale
atossico e biocompatibile che si chiama eva (etilene vinilacetato),
materiale già utilizzato per altri prodotti medicali come impianti
sottocutanei, IUD, sacche per il sangue e dispositivi oculari.
L'anello contraccettivo rilascia giornalmente una bassissima dose di
ormoni e ciò consente di avere un effetto neutrale sul peso corporeo
e una bassa incidenza di effetti indesiderati.
Può essere utilizzato direttamente dalla donna, e si somministra
una sola volta al mese.
Come gli altri contraccettivi ormonali estroprogestinici, gli ormoni
rilasciati dall'anello contraccettivo inibiscono efficacemente l'ovulazione.
Inoltre, come tutti gli altri contraccettivi orali, l'anello contraccettivo
induce modifiche del muco cervicale, atte a renderlo inadatto alla risalita
degli spermatozoi.
Anorgasmia
Difficoltà o impossibilità a raggiungere l’orgasmo.
Si tratta di una problematica comune alle donne, a vario titolo e a diverso
livello: secondo la classificazione clinica dei disturbi psichici del
DSM IV, la vera disfunzione orgasmica o anorgasmia va catalogata come
inibizione dell’orgasmo femminile. Molto più spesso, la
difficoltà a raggiungere l’orgasmo da parte della donna è da
porre in relazione più in generale con la reazione sessuale femminile,
più variabile e sfaccettata di quella maschile, e assai più suscettibile
all’influenza di fattori psicologici e culturali.
Astinenza
Evitare i rapporti sessuali.
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