Abbiamo chiesto ad Annibale Volpe di illustrare le motivazioni
alla base della fondazione della S.I.C. (Società Italiana della Contraccezione),
di cui è Presidente.
Quali sono gli obiettivi della Società Italiana
della Contraccezione?
“Abbiamo deciso di creare la S.I.C. perché riteniamo
di fondamentale importanza proseguire e rafforzare l’opera
educativa e informativa in tema di scelte responsabili
e consapevoli riguardo alla contraccezione. In Italia, nonostante
la presenza di organismi e di associazioni autorevoli, si fa ancora
fatica a parlare di contraccezione in maniera efficace e diffusa:
non aiuta il fatto che la legge sull’educazione sessuale
sia ancora nella maggior parte delle realtà solo sulla
carta e i media diano informazioni frammentarie, quando non scorrette”.
Qual è la situazione della
contraccezione in Italia?
“Rispetto ad altri Paesi europei, la situazione italiana
presenta per certi aspetti una qualche arretratezza. Ancora, circa
un terzo delle coppie italiane, pur non desiderando figli, non
fa uso di metodi contraccettivi o sceglie di ricorrere al coito
interrotto. Tuttavia, sono ancora troppe le gravidanze indesiderate
e le conseguenti interruzioni di gravidanza”.
I giovani si comportano in modo più “responsabile” rispetto
al recente passato?
“Purtroppo no. Anche con le generazioni più giovani
il quadro rimane sostanzialmente invariato. Prendiamo le adolescenti
che hanno già avuto esperienze sessuali: solamente poco
più della metà di esse ricorre alla contraccezione.
Non è chiaro ancora il ruolo che può avere l’educazione
scolastica, oltre che quello delle famiglie, in genere poco presenti.
Sono ancora troppi i giovani che fanno un uso sporadico e disattento
dei metodi anticoncezionali. Per non parlare dell’assoluta
necessità di diffondere una corretta informazione riguardo
ai pericoli rappresentati dalle malattie sessualmente trasmissibili”.
La S.I.C. si occupa di tutti i metodi contraccettivi?
“Per definizione, la Società Italiana della Contraccezione è favorevole
a tutti i metodi contraccettivi, dai più tradizionali dispositivi
meccanici ai più nuovi contraccettivi ormonali, dal profilattico
ai cosiddetti metodi naturali. Ciascun metodo è consigliabile
a uno specifico gruppo di persone: non sottovalutiamo alcuni metodi
naturali, che tanta importanza rivestono per i cattolici osservanti,
né i preservativi, di primaria importanza nella lotta contro
le malattie sessualmente trasmesse”.
In cosa si distingue la S.I.C. rispetto agli enti già esistenti?
La Società Italiana per la Contraccezione vorrebbe svolgere
una duplice funzione: da una parte, promuoverà il ricorso
alla contraccezione in senso generale; dall’altra, fornire
a tutti gli utenti che siano approdati in modo autonomo alle proprie
scelte contraccettive, un adeguato bagaglio di informazioni chiare
e di conoscenze esaurienti”.
In altri termini, la S.I.C. avrà una doppia anima?
“In un certo senso sì. Da un lato sarà un’associazione
scientifica a tutti gli effetti, dall’altro intende svolgere
un servizio al pubblico d’informazione e di coscientizzazione,
di cui anche il sito web societario costituisce un tassello”.