Tratto da "Contraccezione
estroprogestinica dopo il 2000. L’utilizzazione
dei bassissimi dosaggi",
di Gian Benedetto Melis, Stefano
Lello, Cinzia Murgia, Anna Maria
Paoletti
(Roma, Il Pensiero
Scientifico Editore, 2002). |
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La funzione riproduttiva femminile, che possiamo
identificare nel periodo compreso tra pubertà e menopausa, è regolata
da complessi meccanismi di tipo neuroendocrino, intersecantesi
tra di essi al fine di produrre la ciclica regolazione
della attività dell’ovaio.
Le sostanze ormonali che regolano
la funzione riproduttiva femminile sono ormoni glicoproteici
secreti dall’ipotalamo (Gonadotropin
Releasing Hormone, GnRH) e dall’ipofisi (Follicle-Stimulating
Hormone, FSH; Luteinizing Hormone, LH) e steroidei secreti dall’ovaio
(estrogeni, progesterone, androgeni).
L’evento centrale della funzione riproduttiva nella donna è certamente
l’ovulazione, meccanismo attraverso cui viene liberato l’ovocita,
la cellula femminile che può essere fecondata dallo spermatozoo
per dare vita all’embrione, dopo aver subito un processo
maturativo complesso a livello del follicolo ovarico.
Si
parla di ciclo ovarico per indicare tutte quelle trasformazioni
che si verificano nella gonade femminile sotto il controllo degli
ormoni ipofisari (soprattutto LH e FSH).
Il ciclo ovarico è caratterizzato
da: reclutamento follicolare, selezione del follicolo
dominante, ovulazione, trasformazione del
follicolo in corpo luteo, luteolisi.
Al momento della
pubertà, il patrimonio follicolare ovarico
ammonta a circa 300.000 follicoli; ogni mese, all’inizio del
ciclo mestruale alcuni follicoli vengono reclutati sotto lo stimolo
di FSH. Il follicolo è una struttura formata dall’ovocita
circondato da un doppio strato di cellule: lo strato delle cellule
della granulosa (funzioni: sintesi steroidea, comunicazioni metaboliche
con l’ovocita, sostegno per l’ovocita fino all’eventuale
impianto) e lo strato delle cellule della teca (funzione
steroidogenica).
In collaborazione con le cellule della
teca (sensibili allo stimolo di LH), secondo la teoria “due cellule due gonadotropine”,
le cellule della granulosa (sensibili allo stimolo
di FSH) sintetizzano estrogeni(estradiolo, E2) a partire
da precursori androgenici: androstenedione
(A), testosterone (T), di origine tecale.
L’importante attività enzimatica che permette la sintesi
di estrogeni da parte delle cellule della granulosa, utilizzando precursori
androgeni di origine tecale, è chiamata aromatasi ed è FSH-dipendente.
Il follicolo, tra quelli reclutati, che, per condizioni
metaboliche ed endocrine (numero di recettori per FSH
sulla superficie), meglio
risponde allo stimolo di FSH e va incontro a tutte
le tappe maturative con modificazioni morfologiche
importanti, viene detto
follicolo dominante. Tale follicolo dominante produce
una sostanza, la inibina, che esercita un feedback
negativo sulla secrezione di FSH. La mancanza dell’effetto stimolatorio di
FSH sugli altri follicoli reclutati, ne induce l’atresia (un
processo di apoptosi, cioè di morte cellulare programmata).
Il
follicolo dominante continua la sua crescita producendo
crescenti quantità di estrogeni che, ulteriormente, esercitano un feedback
negativo sulla secrezione di FSH ipofisario con aumento della atresia
dei follicoli non dominanti. In questi ultimi il microambiente intrafollicolare è iperandrogenico
per l’incapacità di convertire gli androgeni in estrogeni
(carenza della attività aromatasica).
Mentre il meccanismo di
feed-back degli estrogeni su FSH è negativo,
quello esercitato dagli estrogeni sulla secrezione ipofisaria di LH è di
due tipi: negativo a bassi livelli, positivo ad alti livelli di estrogeni.
Attraverso questo secondo tipo di feed-back gli alti livelli di estrogeni
(picco preovulatorio) prodotti dal follicolo preovulatorio stimolano
una secrezione massiva di GnRH e di LH dall’ipofisi (picco di
LH). A livello follicolare, il picco di LH induce la
produzione di mediatori (prostaglandine, PGs; leucotrieni,
ecc.) che provocano la
rottura della parete
follicolare. Tale processo è favorito anche dal progesterone
intrafollicolare, la cui secrezione è anch’essa stimolata
dal picco di LH.
Le cellule della granulosa più vicine all’ovocita formano
il cosiddetto cumulo ooforo. Questo resta adeso all’ovocita
anche dopo la sua fuoriuscita dal follicolo, attraverso
la parete follicolare, per migrare nella tuba. Le cellule follicolari
residue
si trasformano
in una struttura denominata corpo luteo. Le cellule
luteali producono progesterone ed E2. Se non si verifica
la fecondazione con successivo impianto dell’embrione, dopo
un periodo di 12-14 giorni il corpo luteo, non sostenuto dalla gonadotropina
corionica
(human Chorionic Gonadotropin, hCG), regredisce (luteolisi)
(figura 1).
Figura 1. Modificazioni endocrine nel corso del ciclo mestruale.
Al
ciclo ovarico, appena descritto, corrispondono, a livello
endometriale, delle modificazioni della mucosa uterina
in risposta all’attività ormonale ovarica.
Tutta la fase del reclutamento follicolare e della
selezione del follicolo dominante fino alla ovulazione
definisce la fase proliferativa. Nel corso di questa fase, sotto lo
stimolo estrogenico,
le mitosi endometriali aumentano, con incremento dello
spessore della mucosa endouterina.
Dalla fase immediatamente successiva all’ovulazione, con la
secrezione di progesterone inizia la fase secretiva. Nel corso di
questa fase avvengono importanti modificazioni morfologiche e funzionali
dell’endometrio, con produzione di glicogeno e peptidi, aumento
della tortuosità ghiandolare e della spiralizzazione dei vasi.
Tutto ciò ha lo scopo di favorire l’eventuale impianto
embrionario. Se ciò non si verifica, la fase dello sfaldamento
(liberazione di enzimi litici, produzione di PGs, fenomeni di necrosi
cellulare, edema stromale, distacco dello strato superficiale o spongioso
dell’endometrio) è secondaria alla caduta degli steroidi
da parte del corpo luteo (luteolisi).
Schematizzando,
a livello endometriale il ciclo mestruale si può dividere
come segue: fase proliferativi (corrispondente alla fase follicolare
ovarica); fase secretiva (corrispondente alla fase luteale); fase
preparatoria all’impianto (corrispondente alla tarda fase luteale);
fase dello sfaldamento (corrispondente alla mestruazione).
L’asse ormonale ipotalamo-ipofisi-ovaio è il driver di
tutto il movimento endocrino che governa la risposta a livello uterino.
Questo asse funziona secondo il sistema dei feedback negativi
e positivi cos ì come anche altri importanti assi ormonali.